La Back School è nata in risposta ad un problema che nonostante i progressi in termini di conoscenze, capacità diagnostiche e strategie terapeutiche è enormemente diffuso: il mal di schiena o lombalgia (dolore acuto o cronico a livello lombosacrale, che può irradiarsi agli arti inferiori). Le statistiche affermano che l’80% della popolazione adulta nei paesi industrializzati soffre di lombalgia, con frequenza ed intensità del dolore variabile.

Nei paesi industrializzati la lombalgia è la causa più comune di disabilità lavorativa al di sotto dei 45 anni e la sua diffusione è in continuo aumento. Questo può essere dovuto all’aumento dell’incidenza dei fattori di rischio, quali vita sedentaria, stress, fumo, alcol, ambiente lavorativo, oltre che all’allungamento della vita media.

Nella fascia di età compresa tra i 20-45 anni i fattori di rischio sono principalmente correlati all’ambiente di lavoro: posture fisse prolungate, movimentazione dei carichi, vibrazione. In questo ambito assume un ruolo fondamentale la prevenzione ed il rispetto dei principi ergonomici. In risposta all’elevata incidenza e considerati i costi sociali della lombalgia, sono sorte le Back School, le scuole della schiena.

La prima è stata la swedish back school, ideata dalla fisioterapista Zarichsson Forssel, nel 1969.

Grazie ai risultati positivi si è diffusa rapidamente prima nei paesi scandinavi, poi negli Stati Uniti, in Australia e successivamente in Europa.

La Back School non è una semplice ginnastica per il mal di schiena, ma un vero e proprio intervento educativo e rieducativo. Numerosi studi hanno confermato che essa è un efficace metodo nella prevenzione e trattamento della lombalgia cronica.

Come già accennato, le cause che provocano la maggior parte dei dolori vertebrali, in assenza di danni funzionali importanti (che necessitano di altri tipi di intervento terapeutico), sono posture e movimenti scorretti, stress psicologici, forma fisica scadente, obesità e fumo. Per ottenere un’azione efficace, nel ridurre il dolore e nel prevenire le ricadute, occorre agire sui fattori di rischio.

Si tratta di una modalità di approccio al paziente lombalgico che integra l’educazione a scopo preventivo con una chinesiterapia finalizzata ad un miglioramento funzionale del paziente. Essa richiede la trasformazione del ruolo del paziente sofferente di dolori vertebrali da soggetto passivo a protagonista attivo del suo trattamento.

Come indicato nell’introduzione al corso di Back School proposto nel sito del “GSS – gruppo di studio della scoliosi e delle patologie vertebrali” esistono tante Back School quanti sono i terapisti che le propongono: questo individualismo può essere anche il limite della Back School, nell’ottica di ripetibilità e gestione del progetto terapeutico.

Al di là delle differenti metodologie, le Back School hanno in comune alcuni punti chiave nella strutturazione del progetto educativo, illustrati di seguito:

1) Informazione sul rachide

Il paziente deve acquisire conoscenza della colonna vertebrale e delle sue funzioni, dell’importanza delle curve fisiologiche, degli effetti di determinate posture e movimenti.

2) Elementi di ginnastica antalgica e rieducativi

Il paziente apprende esercizi finalizzati all’educazione posturale, alla mobilità articolare ed elasticità muscolare, alla decompressione dei dischi intervertebrali, alla stabilizzazione e protezione della colonna durante gli sforzi, alla propriocezione.

3) Tecniche di rilassamento

Vengono proposte tecniche per gestire l’ansia, la tensione, gli stress psicologici, talvolta causa primaria o concausa del mal di schiena. Inoltre le tecniche di rilassamento possono aiutare a migliorare la qualità del riposo, spesso disturbato dal dolore.

4) Ripresa dell’attività motoria

Il paziente viene incoraggiato ad aumentare la mobilità ed a evitare il riposo assoluto. Si cerca di trasformare l’atteggiamento negativo di chi sta a riposo perché teme il dolore in una graduale ripresa delle proprie possibilità di movimento e, ove possibile, si incoraggia la pratica di un’attività sportiva, svolta in modo corretto e continuato.

5) Igiene di vita ed uso corretto del rachide

L’acquisizione di nuove abitudini è l’obiettivo finale di un programma di Back School, in cui il paziente ha recuperato il piacere per il movimento e ha riscoperto le funzioni di cui è capace. In questo ambito vengono date informazioni su prevenzione e principi ergonomici: si cerca di intervenire per modificare le caratteristiche ambientali, strutturali ed organizzative a casa e al lavoro, in modo da ridurre i possibili effetti negativi sulla colonna vertebrale.

La Back School rappresenta un modo efficace per rispondere alle esigenze di un numero sempre crescente di pazienti affetti da patologie croniche alla colonna vertebrale e rappresenta un’opportunità di miglioramento della propria qualità di vita.

Bibliografia consigliata: i testi sulla Back School di Benedetto Toso e di Elena Martinelli forniscono un valido approfondimento.