Definire la postura ed in particolare la corretta postura non è così immediato come potrebbe sembrare e dipende dal nostro angolo di osservazione. Vediamo le definizioni riportate da alcuni autori.

La disposizione e la relazione spaziale dei diversi segmenti scheletrici, il cui fine è il mantenimento dell’equilibrio (funzione antigravitaria), sia in condizioni statiche che dinamiche, cui concorrono fattori neurofisiologicici, biomeccanici, psicoemotivi e relazionali, legati anche all’evoluzione della specie (F. Scoppa).

Una buona postura è quello stato di equilibrio muscolare e scheletrico che protegge le strutture da lesioni o da deformità (Kendall).

La postura è data da …“correzioni continue dell’oscillazione del centro di gravità di un corpo, grazie a microcircuiti neurofisiologici” (P.M. Gagey).

La postura è l’adattamento personalizzato di ogni individuo all’ambiente fisico, psichico ed emozionale. Inoltre rappresenta un mezzo di comunicazione tra il nostro mondo interiore e quello che ci circonda (E.Giustini – McDaniel).

La capacità di assumere la stazione eretta, l’equilibrio, lo spostamento, il gesto e la comunicazione, sono tutte funzioni fondamentali del corpo umano. Nella continua ricerca di stabilità, corpo e mente lavorano insieme, rispettando i principi di: equilibrio, economia, comfort, funzionalità. L’equilibrio (fisico, biologico, mentale) non è statico ma un processo fluido e dinamico; l’economia di ogni funzione fisiologica serve a preservare l’energia vitale per interagire rispetto all’ambiente; il comfort, o assenza di dolore, mette in relazione la componente fisica a quella psicologica,  con la creazione di compensi o somatizzazioni (L.Busquiet 1993).

Spesso nel tentativo di ridurre il dolore si acquisisce una nuova postura (postura antalgica) con maggior dispendio energetico. Numerose tappe hanno caratterizzato la nostra postura, passando dalla quadrupedia alla stazione eretta, e questa evoluzione ha consentito di acquisire un importante spazio cerebrale, che secondo molti antropologi ha favorito lo sviluppo del cervelletto, fondamentale per la gestione della motricità umana.

Da quando nasciamo il corpo instaura una vera e propria battaglia con la forza di gravità per passare dalla posizione distesa alla stazione eretta. Come diceva l’astronauta Nespoli in una recente intervista, in cui descriveva le fasi dell’atterraggio dopo la missione spaziale e del suo sforzo per riuscire a sollevarsi dal sedile: “il corpo improvvisamente lotta contro un elefante che vuole sedersi sopra di lui!!”. Quest’immagine è molto forte e ci fa capire quanto sia potente la gravità di cui non siamo consapevoli e contro la quale dobbiamo fare i conti in ogni istante della nostra vita. Per vincere questa battaglia ognuno di noi deve sviluppare una muscolatura idonea a lottare contro tale forza, qualsiasi sia la posizione che il corpo assumerà nello spazio. In rapporto agli animali quadrupedi la posizione eretta o seduta è senza dubbio più instabile e richiede l’impiego di numerosi muscoli tonici che la mantengano, denominati muscoli della statica. Numerosi fattori influenzano la stabilità del corpo: la posizione del baricentro (centro di gravità), l’ampiezza e la forma della base di appoggio, la posizione relativa tra linea di gravità e base di appoggio, la quantità di moto del corpo.

BG: baricentro corpo umano

L’equilibrio statico viene raggiunto quando la somma delle forze agenti sul baricentro è perfettamente bilanciata ed il corpo non manifesta alcun moto.
Il corpo umano è in equilibrio in stazione eretta quando è possibile applicare una forza uguale e contraria alla forza gravitazionale verticale passante per il baricentro.
La base di appoggio di un soggetto in piedi, con le braccia rilassate lungo i fianchi, viene rappresentata da un poligono trapezoide con i lati esterni che corrispondono al profilo laterale dei piedi e le basi che corrispondono alle linee che uniscono la parte anteriore e posteriore dei piedi.

Il baricentro del corpo in posizione statica non è fermo ma oscilla continuamente, in risposta agli stimoli interni provenienti dalla pompa cardiocircolatoria, dalla respirazione e dagli stimoli ambientali.

Un corpo è tanto più stabile quanto l’altezza del suo centro di gravità è minore rispetto alla sua altezza.
Il centro di gravità (baricentro ) in un adulto mediamente si trova lungo l’asse verticale del corpo al 55% – 57% della sua altezza.

Che cosa determina il controllo posturale?

I centri nervosi che “comandano” la muscolatura posturale sono in collegamento costante con ciò che accade fuori e dentro di noi, attraverso numerosi e affidabili “informatori” denominati recettori, presenti in tutto il nostro corpo.

Al mantenimento dell’equilibrio, in opposizione alla forza di gravità, presiedono varie strutture sensoriali (tatto, udito, visione) ed i recettori propriocettivi, che informano, istante per istante, della posizione delle diverse parti del corpo rispetto al suo insieme.

Grazie a questi il cervello è in grado di conoscere in quale direzione ci stiamo muovendo e con quale rapidità, se il corpo è in equilibrio o sta per cadere, la posizione della testa o di qualsiasi altra parte del corpo nello spazio.

Un flusso incessante di informazioni attraversa il midollo spinale ed arriva al cervello, collegando muscoli e cervello in entrambe le direzioni.

I centri superiori a livello corticale raccolgono i dati provenienti dalle diverse sorgenti d’informazione, li integrano con le strutture nervose del controllo cerebellare ed elaborano la migliore risposta posturale e motoria, in funzione del compito da affrontare.