Introduciamo l’argomento usando una citazione di Boccardi …“si può ipotizzare che il corretto allineamento della colonna e delle varie strutture articolari presenti nel nostro corpo prevenga sovraccarichi, mantenga l’integrità e riduca le sollecitazioni sulle articolazioni”. La postura corretta è la disposizione del corpo nello spazio, il cui fine è il mantenimento dell’equilibrio, in condizioni statiche e dinamiche, con una risultante di rapporti armoniosi tra i vari segmenti corporei ed assenza di tensioni sulle strutture portanti del corpo. Si parla di disequilibrio posturale quando tali condizioni non si verificano e quando l’equilibrio del corpo sulla sua base di appoggio è meno efficiente. Si parla di disfunzione posturale quando la postura devia dal normale allineamento ed è mantenuta per un tempo sufficientemente lungo da causare stress meccanico, accorciamenti adattativi dei muscoli, ipostenia e squilibri posturali (Ferrari 2008).
Nella postura “ottimale” il baricentro generale del corpo, collocato circa all’altezza della terza vertebra lombare, cade al centro della base di appoggio e risulta allineato col baricentro della parte superiore del corpo. Le forze gravitazionali sono bilanciate a livello dei piedi e del bacino, la struttura portante che sostiene la colonna vertebrale.

Nell’allineamento ideale dei baricentri corporei, tutte le curve della colonna vertebrale risultano fisiologiche. Numerosi studi sono stati dedicati al corretto allineamento assiale ed alla definizione delle curvature fisiologiche della colonna vertebrale.

Esame morfostatico Per capire quale sia l’allineamento posturale ideale ricorriamo all’esame morfostatico, un esame visivo alla base di ogni valutazione posturale, in cui osserviamo il corpo umano in piedi, in una posizione standardizzata, nei 3 piani dello spazio.

Grazie ai muscoli gli arti sono stabili, come “fissati” in una posizione, ed il corpo saldamente in equilibrio. Il tono muscolare equivale alla contrattura muscolare permanente che fissa la posizione reciproca dei componenti scheletrici, senza accompagnarsi a movimento.

Vista di fronte: piano frontale anteriore

In questa proiezione (posizione 1a) l’asse longitudinale divide idealmente il corpo in 2 parti uguali e simmetriche (emisomi) insieme ad assi paralleli e perpendicolari ad esso, che passano a livello bi-pupillare, bi-acromiale (posizione delle spalle), bi-mammillare, bis-iliaca (posizione delle creste iliache), bi-rotulea, bi-malleolare.

Viene valutata inoltre la simmetria del massiccio facciale, la simmetria clavicolare, la forma dello sterno, la prono-supinazione dei piedi, la presenza di alluce valgo ecc.

Vista di schiena: piano frontale posteriore

Sul piano frontale posteriore (posizione 1b) viene valutata principalmente la cosiddetta Verticale di Barrè, ovvero quella linea verticale che divide il corpo a metà e valuta se l’osso occipitale, le vertebre C7, T12, L3, la plica interglutea sono allineate.

Su tale piano deve essere rispettato l’allineamento orizzontale: delle spalle (linea biacromiale), degli angoli inferiori delle scapole, il parallelismo tra il margine mediale delle scapole e la colonna, l’allineamento orizzontale delle creste iliache, l’uguaglianza e simmetria delle pliche glutee e poplitee, la posizione dei retropiedi e la simmetria dei malleoli.

Vista di profilo: piano sagittale

Su questo piano (posizione 3c) l’asse verticale del corpo deve passare dall’apice del cranio leggermente dietro il condotto uditivo esterno, attraversare l’articolazione della spalla, il corpo vertebrale L3 (baricentro), l’articolazione coxofemorale (anca) e proiettarsi al  suolo, sulla base di appoggio, ad eguale distanza tra i 2 piedi, anteriormente al malleolo esterno.

La colonna vertebrale in sezione sagittale evidenzia 4 curve

2 Curve sono a convessità anteriore (lordosi cervicale e lombare) e 2 a convessità posteriori

cifosi sacrale e dorsale

L’alternanza di curvature più mobili (lordosi) e piu’ rigide (cifosi) contribuisce a dare stabilità in posizione eretta e garantisce una grande mobilità del tronco, distribuendo in maniera corretta gli stress meccanici a cui siamo sottoposti.

Su tale piano viene osservato (ad esempio utilizzando un filo a piombo posizionato tangente all’apice della curva dorsale od altri strumenti come lo scoliosometro), se il piano scapolare e gluteo sono sullo stesso piano, se la freccia cervicale è compresa in una distanza media di 6-8 cm, se la freccia lombare è compresa in una distanza media di 4-6 cm.

Viene inoltre osservata la posizione della testa, delle coste, delle spalle, l’antiversione o retroversione del bacino, la posizione del sacro e del ginocchio  (recurvatum, normale, flexum).

Un modo semplice di analizzare la propria postura, oltre all’esame visivo frontale utilizzando  uno specchio, è appoggiarsi di schiena ad una parete ed osservare se nuca, dorso e osso sacro appoggiano facilmente e sono allineati.

Se emerge una sensazione di disagio o dolore nell’appoggio dei 3 punti o se la misura della freccia cervicale e lombare si discosta molto dalla misura media (4 dita trasverse per la  cervicale e 3 per la lombare) può essere opportuno rivolgersi a specialisti.

Vista trasversale: piano orizzontali

L’osservazione sul piano orizzontale o trasverso è importante per valutare eventuali rotazioni a livello dei cingoli scapolari e pelvici e/o avanzamento o arretramento di un gluteo o di una spalla in rapporto all’altra.

Dall’esame morfostatico si esaminano i disequilibri posturali e del tono muscolare osservando la posizione reciproca dei segmenti scheletrici relativa agli assi e punti scelti come riferimento.

Quando l’allineamento corporeo si discosta dall’allineamento ideale siamo in presenza di una problematica posturale.

In presenza di disturbi muscoloscheletrici e dolore, sarà opportuno approfondire la valutazione posturale con test specifici  (ad es. valutazione dell’occhio, piede, apparato masticatorio, vestibolare ecc.) al fine di individuare  la figura specialistica più adatta alla risoluzione del problema.

Nell’allineamento ideale sul piano sagittale, abbiamo osservato che la linea verticale gravitaria passante per il baricentro del corpo si proietta sul pavimento in posizione leggermente anteriore ai malleoli.

Tale allineamento pur supportato a livello biomeccanico scheletrico, da alcuni autori è considerato eccessivamente semplicistico e non funzionale al movimento, in quanto espone alcune articolazioni ad un uso non fisiologico, ad es. ginocchia in iperestensione, compressione a livello lombare e cervicale, per cui viene ipotizzata una postura ideale “funzionale” che porta l’asse immaginario, che unisce il vertice del capo all’area di appoggio plantare, leggermente inclinato in avanti, rispetto alla verticale gravitaria.

Disfunzioni posturali (esempi)

Osserviamo adesso alcuni esempi di disfunzioni posturali:

  • Esempi di disfunzioni sul piano sagittale (rapporto scorretto tra piano scapolare, piano gluteo, freccia cervicale e freccia lombare):  postura cifolordotica, postura iper o ipocifotica, postura militare, postura iper o ipolordotica, dorso piatto, postura swayback con linea di gravità posteriore all’articolazione dell’anca.

  • Esempi di disfunzioni posturali sul piano frontale: attitudine scoliotica (con e senza rotazioni vertebrali) con possibili blocchi vertebrali, presenza di bascule (inclinazioni) a livello di scapole o bacino.

  • Esempi di disfunzioni sul piano orizzontale, causate, ad esempio, da eccessivo uso dell’arto destro o sinistro e/o disturbi statici in rotazione dei cingoli scapolari o pelvici, con possibili blocchi vertebrali a vari livelli.

La postura è influenzata da numerosi fattori e può essere molto difficile individuare l’origine specifica di un problema posturale.

Il modo di stare in piedi, seduti, muoverci esprime ciò che siamo e la nostra storia, in termini di sviluppo fisico, motorio e psichico.

L’atteggiamento posturale è anche il riflesso dell’atteggiamento che l’individuo tiene nei confronti della vita, il suo “stile unico” con cui si presenta al mondo.

Un individuo con la schiena curva e le spalle cadenti, il capo inclinato, il passo incerto ci trasmette subito una sensazione di pesantezza, come se avesse un fardello da portare, un senso di rassegnazione, al contrario un portamento eretto, ma non rigido, un modo di muoversi armonioso ci trasmette la sensazione di una persona più energica, aperta, che affronta la vita con maggiore serenità e fiducia.

E la postura ideale? 

Per rispondere alla domanda iniziale potremmo dire che la postura “ideale” non esiste in quanto ognuno di noi ha la sua specificità legata ad ereditarietà, genetica, influenze ambientali e socioculturali, gestualità, abitudini acquisite nel tempo.

Esiste un numero infinito di posture per ciascuno di noi, che corrispondono a differenti posizioni di equilibrio statico e dinamico, realizzate dal nostro cervello, con l’obiettivo del massimo comfort e del minore dispendio energetico.

Tuttavia le disfunzioni posturali esistono.

Disturbi statici o sollecitazioni anomale a carico di strutture articolari, capsulari, osteolegamentose, muscolari, tendinee, ecc, determinano sollecitazioni muscolari anomale.

Ciò porterà alla comparsa di dolori, rigidità e contratture a breve o lungo termine; la restrizione di elasticità muscolare porterà a limitazione dei movimenti articolari, che a sua volta favorirà l’accelerazione dei fenomeni artrosici ed adattativi.

Alterazioni marcate provocano compensi che se protratti a lungo coinvolgono la colonna vertebrale, superando la soglia di sopportazione fisiologica ed instaurando una vera e propria patologia, con sintomatologie dolorose, difficili da individuare e curare.

La posturologia è quel ramo della medicina complementare che studia e valuta quando l’anomalia posturale è tale da poter essere identificata come causa prevalente della sintomatologia.

La riabilitazione posturale fornisce le basi per un intervento migliorativo di gestione del proprio assetto corporeo, nella ricerca della postura corretta funzionale.

Equilibrio muscolare, allineamento assiale e postura corretti portano ad una migliore qualità della vita.

Ricapitolando… 

la postura può essere affrontata da diversi punti di vista: biomeccanici, neurofisiologici, psicologici, genetici, ambientali.

Dal mio punto di vista mi ha sempre interessato approfondire la correlazione tra postura e sintomi, ben affrontata in alcuni corsi di approfondimento per fisioterapisti, seguiti da me negli ultimi anni e da cui ho estratto, per questo articolo, alcuni concetti fondamentali.

Un concetto in particolare è alla base di qualsiasi tipo di ginnastica posturale:

“Ogni volta che si verifica una modifica della struttura si assiste ad un adattamento funzionale a cui seguirà un ulteriore adattamento strutturale” (R. Slaivecek).

Senza questo equilibrio bidirezionale ogni intervento riabilitativo mediante esercizio terapeutico e funzionale avrebbe poco senso.

Tutto il filone della ginnastica posturale, compresa la cosiddetta ginnastica correttiva e la backschool

si propone di educare a gestire correttamente il proprio corpo e a modificarlo, nei limiti delle possibilità reali.

Questo non significa assolutamente evitare d’indagare e cercare d’intervenire sulle cause originarie, rivolgendosi a fisioterapisti, osteopati, medici per trattare e correggere, ove possibile, le disfunzioni ma dà la possibilità al paziente di riappropriarsi del controllo del proprio corpo, diventando protagonista della propria salute.

Questo è anche uno degli aspetti che più mi affascina nell’educazione trapeutica e posturale: rendere ciascuno un complice responsabile del proprio destino ed è in questa direzione che va anche il mio blog.

Mi ricordo sempre con simpatia un famoso detto americano :

“Se la vita ti ha dato dei limoni, facci una limonata!”

ed è una frase tanto semplice, quanto potente, per vivere in pace con se stessi, nell’ottica di AGIRE: iniziare subito, ORA! a fare qualcosa di concreto, anche piccolo, ma costante, per invertire il processo che ci ha portato a stare male.

Da questo concetto chiave è partita la mia ricerca per sviluppare una ginnastica posturale preventiva, personalizzabile sulle esigenze psico-fisiche di ciascuno.